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Metodologie didattiche in inglese: come insegnare inglese ai bambini

Indice dei contenuti
  1. Cosa sono le metodologie didattiche in inglese?
  2. Perché il metodo conta quando si insegna inglese ai bambini
  3. TPR e movimento: imparare l’inglese con il corpo
  4. Gamification: insegnare inglese ai bambini giocando
  5. Metodo comunicativo: imparare l’inglese usandolo davvero
  6. Full immersion e metodo diretto: parlare inglese fin dalla prima lezione
  7. Role-playing, dialoghi e situazioni reali
  8. Storytelling, canzoni e fiabe in inglese
  9. CLIL: imparare inglese attraverso altre materie
  10. Tecnologia e strumenti digitali per l’apprendimento dell’inglese
  11. Insegnamento tra pari e attività cooperative
  12. Dibattiti e presentazioni: quando sono utili?
  13. Quale metodologia inglese scegliere in base all’età?
  14. Errori da evitare quando si vuole insegnare inglese ai bambini
  15. Esempi di attività per insegnare inglese ai bambini
  16. Imparare l’inglese con Novakid
In sintesi
  • Le migliori metodologie didattiche in inglese per bambini sono pratiche, visive e interattive.
  • Per i bambini più piccoli funzionano molto bene gioco, movimento, canzoni, TPR e storytelling.
  • Per i bambini più grandi (8-12 anni) sono utili role-playing, dialoghi, CLIL e attività comunicative.
  • Una buona metodologia inglese si adatta all’età, al livello e alla personalità del bambino.
  • Novakid usa un approccio immersivo, interattivo e basato sulla comunicazione reale.

Le metodologie didattiche in inglese non sono tutte uguali… e la differenza si sente, soprattutto con gli studenti più giovani. Insegnare inglese ai bambini non significa riempire quaderni di regole grammaticali o far memorizzare liste di vocaboli: con la metodologia inglese giusta, la lingua diventa qualcosa di naturale, piacevole e utile fin dalle prime lezioni.

In questo post, scritto per te da dagli esperti didattici Novakid, la scuola di inglese online per bambini leader in Europa, ti accompagneremo alla scoperta delle principali metodologie e tecniche per insegnare inglese ai bambini: TPR, gamification, role-playing, storytelling, CLIL, full immersion e metodo comunicativo.

Questa guida non è solo rivolta agli insegnanti che si chiedono quali metodologie didattiche applicare alla lingua inglese. Piuttosto, è pensata per quei genitori che vogliono capire come funziona davvero l’apprendimento dell’inglese nella prima infanzia e scegliere il percorso migliore per i loro figli e i loro obiettivi.

Allora, cominciamo? 🚀

Cosa sono le metodologie didattiche in inglese?

Quando si parla di metodologie didattiche in inglese, ci si riferisce all’approccio generale con cui si insegna la lingua. Non è la singola attività di classe: quella è l’esercizio pratico. La metodologia inglese è il come di fondo: il principio che guida ogni scelta dell’insegnante, da come si introduce una parola nuova a come si gestisce l’errore.

👉 Per capire la differenza: il metodo comunicativo è una metodologia. Chiedere ai ragazzi What do you like?” durante la lezione è un’attività che applica quel metodo.

👉Il TPR è una metodologia. Dire Stand up, sit down, jump! è l’attività corrispondente.

Le principali metodologie per insegnare inglese ai bambini, che vedremo più nel dettaglio nelle righe che seguono, sono le seguenti:

✔️ Metodo comunicativo (CLT): imparare usando l’inglese per comunicare in situazioni reali.

✔️ TPR (Total Physical Response): apprendere parole e frasi attraverso movimento e gesti.

✔️ Gamification: usare giochi, punti, sfide e attività interattive per rendere l’apprendimento piacevole e mantenere sempre alto l’ interesse.

✔️ CLIL: imparare contenuti come scienze, arte o geografia usando l’inglese come lingua di insegnamento.

✔️ Storytelling e canzoni: acquisire vocabolario e strutture attraverso ritmo, emozione e contesto narrativo.

✔️ Full immersion e metodo diretto: creare un ambiente in cui si parla solo inglese e fin dall’inizio, senza traduzione sistematica.

Perché il metodo conta quando si insegna inglese ai bambini

I bambini non imparano l’inglese come le persone adulte. Un adulto può studiare una regola grammaticale, applicarla in un esercizio e ricordarla. Un bambino ha bisogno che la lingua abbia senso nel momento in cui la incontra, nella sua esperienza presente. In sostanza, per apprendere e mantenere attenzione e interesse durante tutta la il corso, un bambino ha bisogno di essere coinvolto emotivamente.

Questo è il motivo per cui le metodologie più efficaci per i bambini piccoli puntano su supporti visivi, ripetizione, gesti, canzoni, cartoni animati, routine. Non perché i bambini siano “meno capaci”, ma perché il loro sistema di apprendimento è diverso e va assecondato, non forzato.

Un altro punto fondamentale: nei primi anni, la fiducia e la sicurezza contano più della correttezza grammaticale. Un bambino che parla con entusiasmo, anche sbagliando qualcosa, sta imparando. Un bambino che tace per paura di fare errori e di ricevere commenti negativi, invece, non sta progredendo, anche se conosce le regole a memoria.

Lo sviluppo naturale dell’acquisizione linguistica va dall’ascolto alla produzione orale, e solo dopo introduce la grammatica. Le lingue si imparano sentendole e usandole: la teoria viene dopo la pratica, non prima. Imparare l’inglese non deve essere stressante, né per i bambini, né per la loro famiglia.

TPR e movimento: imparare l’inglese con il corpo

Il TPR, o Total Physical Response, è una delle metodologie più efficaci per insegnare inglese ai bambini in età prescolare e nei primi anni di scuola primaria, che non leggono ancora o leggono poco. È anche un’ottima soluzione per i bambini più timidi, che si sentono meno esposti quando possono rispondere con il corpo invece che con le parole. Il principio è semplice: le parole vengono abbinate a movimenti fisici. Per cui l’insegnante dà comandi come:

  • Stand up
  • Sit down
  • Clap your hands
  • Touch your nose
  • Jump
  • Open the book

E i bambini reagiscono eseguendo l’azione si alzano in piedi, si siedono, ecc.

Il metodo TPR è uno degli approcci utilizzati regolarmente all’interno dei corsi Novakid per introdurre vocabolario e strutture, allo scopo di creare un apprendimento che coinvolge tutto il bambino.

Gamification: insegnare inglese ai bambini giocando

La gamification non significa semplicemente “fare giochi”: significa strutturare l’apprendimento con le stesse logiche che rendono un gioco coinvolgente: punti, sfide, livelli, piccole ricompense, senso di progressione. Applicata all’insegnamento dell’inglese, funziona particolarmente bene con i bambini perché trasforma la ripetizione in qualcosa di desiderabile.

Giochi di memoria e vocabolario

I giochi di memoria sono tra gli strumenti più efficaci per fissare il vocabolario. Sulla piattaforma Novakid, ad esempio, il gioco Memory chiede ai bambini di ascoltare una parola e trovare l’immagine corrispondente: in questo modo si crea un’associazione visiva e sonora che dura. Con Drag and Drop, invece, i bambini costruiscono frasi corrette in inglese trascinando e riposizionando le parole: un’attività che allena sia la grammatica che la sintassi senza che sembri un esercizio scolastico.

Sfide, punti e piccole ricompense

I meccanismi di sfida e ricompensa motivano i bambini a ripetere attività che altrimenti potrebbero trovare noiose. Collezionare punti, sbloccare nuovi livelli o completare una “missione” dà al bambino una sensazione concreta di successo che aumenta la motivazione a continuare.

Quando il gioco aiuta davvero a imparare

I giochi riducono la paura di sbagliare: in un contesto ludico, l’errore è solo un tentativo andato storto, non un fallimento da evitare. Questo abbassa l’ansia e rende il bambino più disposto a provare. Naturalmente va detto che i giochi supportano l’apprendimento, ma non sostituiscono la pratica guidata con un insegnante. Il gioco da solo non basta, serve anche un contesto (lezione strutturata) in cui il bambino possa usare l’inglese e ricevere un feedback reale.

Metodo comunicativo: imparare l’inglese usandolo davvero

Il metodo comunicativo — in inglese Communicative Language Teaching (CLT) — parte da un’idea semplice: si impara una lingua usandola per uno scopo reale, non solo per rispondere a esercizi grammaticali. Il CLT mira a sviluppare nel bambino la capacità di esprimersi con sicurezza e capire gli altri in situazioni concrete.

In pratica, questo significa che le simulazioni in classe coinvolgono scambi reali e materiali autentici, e il bambino usa l’inglese per fare cose:

✔️ Chiedere un giocattolo: Can I have the red ball, please?

✔️ Dire cosa piace: I like dogs. I don’t like spiders.

✔️ Descrivere un’immagine: There is a cat. The cat is orange.

✔️ Rispondere a domande semplici del maestro: What day is it today?

✔️ Parlare della routine quotidiana: I wake up at seven. I eat breakfast with my mum.

Full immersion e metodo diretto: parlare inglese fin dalla prima lezione

La full immersion in inglese e il metodo diretto condividono lo stesso principio di fondo: il docente usa l’inglese il più possibile fin dalla prima lezione, senza ricorrere sistematicamente alla traduzione in italiano. L’obiettivo non è che il bambino “traduca” ogni frase nella sua lingua madre, ma che impari a pensare direttamente in inglese.

Come capisce, allora, se non si traduce? Attraverso gesti, espressioni del viso, immagini, variazioni di tono e ripetizione. Le tecniche di immersione espongono gli alunni all’inglese costantemente, creando un contesto in cui la comprensione cresce in modo naturale, esattamente come succede con la lingua madre.

👉 Importante: non ci aspetta che il bambino capisca ogni singola parola dall’inizio. La comprensione si costruisce per gradi, con l’aiuto del contesto e della ripetizione.

Role-playing, dialoghi e situazioni reali

Il role-playing è una delle tecniche di simulazione più efficaci per incoraggiare interazioni in situazioni reali, adatta per i piccoli studenti che hanno già conoscono alcune parole e frasi di base: è un passo successivo rispetto al TPR e ai giochi di vocabolario.

Ma che cos’è il gioco di ruolo applicato all’insegnamento dell’inglese? Vengono simulate alcune situazioni tipo, in cui il bambino si mette nei panni di un personaggio e usa l’inglese in un contesto immaginario, ma verosimile. Le tecniche di simulazione incoraggiano interazioni in situazioni reali:

🍕Al ristorante: Can I have pizza, please? — Of course! Here you are.

🏪 Al negozio: How much is it? — It’s three euros.

👩‍⚕️Dal medico: My head hurts. — Open your mouth, please.

🚇In viaggio: Where is the station? — It’s near the park.

👩‍🏫 A scuola: Can I borrow a pencil? — Sure, here you go.

Storytelling, canzoni e fiabe in inglese

Storie, canzoni e fiabe sono strumenti potenti per l’apprendimento dell’inglese, e non solo perché piacciono ai bambini. Le parole acquisite attraverso il ritmo, l’emozione e la narrazione si fissano in modo molto più profondo di quelle imparate su una lista. Leggere storie illustrate aiuta i bambini a esplorare l’inglese in un contesto ricco di significato visivo e narrativo.

Cosa funziona meglio con questa metodologia:

✔️ Le frasi ripetute nelle storie: ogni ripetizione è un rinforzo naturale del linguaggio.

✔️ I libri illustrati: le immagini supportano la comprensione senza bisogno di traduzione.

✔️ Le canzoni con gesti: combinano ritmo, movimento e parole, coinvolgendo il bambino su più livelli contemporaneamente.

✔️ Recitare i personaggi: trasforma la comprensione passiva in produzione attiva.

✔️ Le domande semplici dopo la storia: aiutano a verificare la comprensione in modo naturale, non come un test. What colour is the cat? oppure What happens next? stimolano all’uso attivo delle parole e delle frasi appena imparate.

Fra tutti gli approcci metodologici, questo è quello più adatto per studiare l’inglese 15 minuti al giorno, anche a casa, pienamente sufficienti per esporre il bambino all’inglese in modo regolare e piacevole. La continuità conta più della durata.

CLIL: imparare inglese attraverso altre materie

CLIL sta per Content and Language Integrated Learning: in italiano, apprendimento integrato di contenuti e lingua. In pratica, il bambino impara l’inglese mentre esplora un altro argomento: animali, meteo, colori, cibo, spazio, arte, geografia.

Cosa rende il CLIL diverso da una lezione di inglese tradizionale? Il bambino non studia la lingua: la usa per scoprire qualcosa che lo incuriosisce davvero:

✔️ I nomi degli animali mentre si fa una ricerca sui loro habitat: The elephant lives in Africa. It’s a mammal.

✔️ I colori mentre si disegna: Mix red and yellow to make orange.

✔️ Le parole del meteo durante una lezione sulle stagioni: “In winter it’s cold and sometimes it snows.”

✔️ I numeri attraverso semplici problemi di matematica: “If I have five apples and I eat two, how many are left?”

Il CLIL è particolarmente adatto ai bambini a partire dai 9/10 anni, quando cominciano ad avere un livello linguistico sufficiente e curiosità per qualche argomento specifico o materia.

👉 Scopri i corsi di inglese per bambini di 10 anni basati sul metodo CLIL

Tecnologia e strumenti digitali per l’apprendimento dell’inglese

Gli strumenti digitali hanno trasformato le possibilità di insegnare inglese ai bambini, soprattutto nel contesto dell’apprendimento online. Piattaforme interattive, app educative, [giochi in inglese] e strumenti con supporto AI permettono al bambino di praticare l’inglese in modo coinvolgente anche fuori dall’ora di lezione.

Tra gli strumenti più utili:

✔️ Piattaforme interattive: ambienti digitali in cui il bambino può ascoltare, ripetere, rispondere e ricevere feedback immediato.

✔️ App per imparare l’inglese: adatte per la pratica autonoma di vocabolario, pronuncia e comprensione auditiva.

✔️ Giochi online: ideali per la ripetizione e il rinforzo in modo non percepito come studio.

✔️ Tutor AI e strumenti di pratica guidata: offrono esercizi personalizzati in base al livello e ai progressi del bambino.

✔️ Registrazioni delle lezioni e feedback: consentono al bambino di riascoltarsi e all’insegnante di monitorare i progressi nel tempo.

👉 Importante: la tecnologia funziona meglio quando è strutturata, adatta all’età e collegata a una pratica orale reale. Un’app da sola, senza la guida di un insegnante e senza momenti di conversazione autentica, non è sufficiente per sviluppare una vera competenza comunicativa.

Insegnamento tra pari e attività cooperative

L’insegnamento tra pari è una metodologia basata su un principio semplice: i bambini imparano anche insegnando e collaborando tra loro. quando un bambino spiega qualcosa a un compagno, consolida la propria comprensione; quando lavora in gruppo, sviluppa in modo spontaneo capacità di leadership e di lavorare in squadra. Questa tecnica si chiama Cooperative learning. Le tecniche di apprendimento cooperativo promuovono il lavoro di gruppo:

✔️ Lavoro in coppia: due bambini si aiutano, si correggono, si fanno domande.

✔️ Giochi di gruppo: il Cooperative Learning fa lavorare gli studenti in piccoli gruppi eterogenei verso un obiettivo comune.

✔️ Interviste semplici: Ask your friend: what’s your favourite colour?

✔️ Progetti condivisi: costruire insieme un mini-libro, disegnare una mappa, raccogliere i materiali per una breve presentazione.

✔️ Attività “chiedi al tuo compagno”: scambio di informazioni tra bambini in un contesto strutturato.

👉 Importante: questo approccio non funziona con i bambini molto piccoli o per principianti assoluti che imparano da soli, il lavoro con l’insegnante rimane centrale.

Dibattiti e presentazioni: quando sono utili?

Dibattiti e presentazioni sono strumenti utili, ma vanno calibrati sull’età e sul livello del bambino. Per i più grandi — indicativamente dai 10-12 anni in su, con un livello di inglese già consolidato — possono essere molto stimolanti. Per i bambini piccoli, è necessario semplificarli al massimo e renderli il più visuale possibile.

🗨️ I dibattiti aiutano i bambini più grandi a esprimere opinioni, sviluppare il pensiero critico e la comunicazione in inglese in modo naturale.

🗨️ Le presentazioni, invece, aiutano a organizzare le idee e a parlare davanti ad altri, una competenza utile anche nella vita quotidiana.

Le parle dibattito e presentazione possono far credere che i temi debbano essere necessariamente complicati. In realtà possono essere interpretati in modo semplice e anche visuale:

✔️ My favourite animal: il bambino mostra un disegno e dice una o due frasi.

✔️ My family: presentazione con immagini e descrizioni semplici.

✔️ I like summer because…: completamento di frase come mini-dibattito.

👉 Importante: queste attività non sono adatte a bambini alle prime armi perché richiedono una certa padronanza della lingua e sicurezza personale.

Quale metodologia inglese scegliere in base all’età?

Non esiste una metodologia uguale per tutti. L’età del bambino, il suo livello di inglese e la sua personalità influenzano molto ciò che funziona davvero. La tabella qui sotto è un orientamento, non una regola rigida: ogni bambino ha i suoi tempi e le sue esigenze.

Età Metodologie più adatte Esempi di attività
4–5 anni TPR, canzoni, giochi, immagini Comandi semplici, flashcard, canzoni con gesti
6–7 anni Gamification, storytelling, dialoghi brevi Memory, storie illustrate, mini role-play
8–9 anni Metodo comunicativo, CLIL, progetti semplici Descrivere immagini, parlare di hobby, attività su animali/meteo
10–12 anni Role-playing, presentazioni, dibattiti semplici Dialoghi, opinioni, mini presentazioni

Errori da evitare quando si vuole insegnare inglese ai bambini

Anche con le migliori intenzioni, insegnati e genitori rischiano di rallentare o bloccare i progressi del bambino. Occhio, allora a non:

❌ Iniziare con troppa grammatica. La grammatica esplicita è poco utile per i bambini piccoli, che non hanno ancora gli strumenti cognitivi per applicarla. ❎ Meglio: partire da ascolto, movimento, canzoni e routine quotidiane.

Tradurre ogni parola in italiano. Tradurre sistematicamente insegna al bambino a dipendere dall’italiano, invece di affidarsi al contesto. ❎ Meglio: usare immagini, gesti e ripetizione per costruire significato in inglese.

Correggere ogni piccolo errore subito. L’ipercorrezione blocca il flusso comunicativo e aumenta l’ansia. ❎ Meglio: incoraggiare il bambino a riformulare correttamente senza enfatizzare l’errore.

❌ Usare attività troppo difficili per l’età. Attività non calibrate sulle esigenze del bambino creano frustrazione.❎ Meglio: adattare sempre il livello di difficoltà all’età e alla personalità del singolo.

❌ Trasformare l’inglese in un altro impegno scolastico. Se il bambino associa l’inglese allo stress, perderà motivazione. ❎ Meglio: mantenere il contesto leggero, giocoso e privo di ansia da prestazione.

❌ Lasciare che app o video sostituiscano la conversazione reale. La tecnologia supporta l’apprendimento, ma non lo sostituisce. ❎ Meglio: usare gli strumenti digitali come supporto, non come unico contatto con la lingua.

Esempi di attività per insegnare inglese ai bambini

Ti è venuta voglia di supportare tuo figlio nella sua avventura di apprendimento? Ecco otto attività pratiche che potrai usare a casa e che il bambino ritroverà nelle lezioni Novakid. Per ciascuna abbiamo indicato fascia d’età, abilità coinvolta e un esempio in inglese.

  1. Simon Says con comandi in inglese
  • Età: 4–7 anni | Abilità: ascolto, vocabolario, comprensione
  • Esempio: Simon says: touch your ears!
  1. Caccia al tesoro con flashcard
  • Età: 4–7 anni | Abilità: vocabolario, pronuncia
  • Esempio: Find the card with the word ‘apple’!
  1. Disegna e descrivi
  • Età: 6–8 anni | Abilità: produzione orale, vocabolario, strutture semplici
  • Esempio: This is my house. It is big and red.
  1. Mini role-play al ristorante
  • Età: 7–10 anni | Abilità: produzione orale, interazione, vocabolario
  • Esempio: Can I have a sandwich, please? — Here you are! Enjoy your meal.
  1. Ri-racconta la storia con le immagini
  • Età: 6–9 anni | Abilità: comprensione, produzione orale, narrazione
  • Esempio: First, the bear was hungry. Then he found some honey.
  1. Find something blue
  • Età: 4–6 anni | Abilità: vocabolario, ascolto, reazione immediata
  • Esempio: Find something blue in the room! Quick!
  1. Routine del meteo
  • Età: 5–8 anni | Abilità: vocabolario, produzione orale, routine linguistica
  • Esempio: Today is Monday. It is sunny and warm.
  1. Intervista sulle cose preferite
  • Età: 7–12 anni | Abilità: produzione orale, interazione, strutture comunicative
  • Esempio: What’s your favourite animal? — My favourite animal is a dolphin because it’s smart.

Imparare l’inglese con Novakid

Novakid combina in modo integrato alcune delle metodologie che abbiamo appena visto: full immersion fin dalla prima lezione, TPR, gamification, pratica comunicativa, strumenti interattivi e feedback costante dell’insegnante. Le lezioni sono 100% in inglese, con insegnanti madrelingua certificati e un programma strutturato sui livelli CEFR/QCER.

La piattaforma contiene giochi, attività interattive e un supporto AI tutor che aiuta i bambini a praticare anche tra una lezione e l’altra. Non ci sono libri né quaderni: ogni lezione è un’esperienza coinvolgente, pensata per bambini dai 4 ai 12 anni.

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Questions and answers

Le metodologie più efficaci per insegnare inglese ai bambini sono quelle che combinano movimento, emozione e interazione: TPR, gamification, storytelling, role-playing, CLIL, full immersion e metodo comunicativo. Non esiste un’unica risposta giusta: il metodo migliore dipende dall’età, dal livello e dalla personalità del bambino.

Il metodo è l’approccio generale che guida l’insegnamento — ad esempio il metodo comunicativo o il TPR. L’attività è l’esercizio pratico che mette in atto quel metodo durante la lezione. Il metodo risponde alla domanda “come insegno?”, l’attività risponde a “cosa faccio oggi in classe?”.

Per i bambini piccoli (4–6 anni), l’approccio più efficace punta su movimento, canzoni, immagini, giochi e ripetizione. Coinvolgere i genitori nella routine quotidiana — una canzone, un libro illustrato, una piccola attività — aumenta l’interesse e la motivazione. L’inglese deve essere associato al piacere, non allo studio.

No. Per i bambini piccoli, la grammatica esplicita è controproducente: non hanno ancora gli strumenti cognitivi per astrarre le regole linguistiche. L’ordine naturale è ascolto → produzione orale → lettura → scrittura → grammatica esplicita. Le regole si interiorizzano per esposizione e uso, non per memorizzazione.

Sì, se applicato nel modo giusto. Con un insegnante che usa gesti, immagini, ripetizione e un linguaggio semplice e contestualizzato, anche un bambino alla prima lezione può cominciare a capire e a rispondere. L’Input Comprensibile espone gli studenti a un linguaggio superiore ma comprensibile, proprio come succede nell’acquisizione della lingua madre.

I segnali positivi sono: coinvolgimento attivo durante la lezione, crescente fiducia nel parlare, comprensione di ciò che l’insegnante dice, voglia di usare l’inglese anche fuori dalla lezione e progressi graduali ma costanti. Se il bambino sorride, partecipa e non ha paura di sbagliare, il metodo sta funzionando.

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