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Come combattere il bullismo a scuola e online: guida per genitori.
- Che cos’ è il bullismo
- Che cos'è il cyberbullismo
- Il bullismo in Italia
- Come capire se un bambino è vittima di bullismo
- Come aiutare un bambino vittima di bullismo
- Come combattere il bullismo?
- Il bullismo è un comportamento ripetuto e intenzionale: insulti, esclusione, aggressioni fisiche o online
- Il cyberbullismo è la forma digitale del bullismo e può essere ancora più difficile da individuare
- I segnali d’allarme includono: cambiamenti d’umore, voglia di non andare a scuola, isolamento
- Per combattere il bullismo a scuola serve la collaborazione tra genitori, insegnanti e dirigente scolastico
- In caso di cyberbullismo: non rispondere al bullo, conservare le prove, segnalare alla scuola e alle autorità se necessario
- il numero verde antibullismo del Ministero dell’Istruzione 800 669696 può aiutare a capire cosa fare
Sapere come combattere il bullismo è molto importante per proteggere tuo figlio o tua figlia. Il bullismo può presentarsi sotto tante forme: prese in giro e scherzi ripetuti, esclusione dal gruppo, diffusione di video e foto online. Non è facile per un genitore sapere cosa succede nel mondo, reale o virtuale, dei figli e questo genera ansia e timori.
Ci sono però molte cose che puoi fare, come genitore, per capire se tuo figlio o tua figlia sono vittime di bullismo e per insegnare a combattere il bullismo e a difendersi dai bulli. Il Numero verde antibullismo del Ministero dell’Istruzione 800 669696 è a disposizione per ragazzi e ragazze e genitori.
Che cos’ è il bullismo
Per capire come si combatte il bullismo, vediamo prima che cosa intendiamo esattamente con questo termine. Il “bullismo” può assumere tante forme diverse: offendere o insultare, fare commenti umilianti, prendere in giro, aggredire fisicamente o anche escludere in modo sistematico qualcuno dal gruppo. Tutto questo può essere bullismo. Oltre al bullismo fisico e a quello verbale, esiste infatti il cosiddetto bullismo sociale, che colpisce la reputazione di ragazze e ragazzi, e li fa sentire esclusi e isolati.
Si parla di bullismo quando i comportamenti e le azioni “da bulli” sono ripetuti e intenzionali. Una singola offesa, una prepotenza o anche un’aggressione fisica sono comportamenti sicuramente da condannare ma se restano fenomeni isolati non siamo nel campo del bullismo. Se invece insulti, prese in giro ed esclusione sono intenzionali e ripetuti, allora si parla di bullismo.
Che cos’è il cyberbullismo
Il cyberbullismo è il bullismo online. Quello che nel mondo reale è verbale e fisico, nel mondo virtuale diventa messaggi, video o foto. A un insulto detto in classe corrisponde, nel mondo virtuale, un messaggio offensivo sulla chat di gruppo. Ma naturalmente l’ambiente “cyber” si presta a forme di bullismo diverse e con conseguenze più preoccupanti: video o foto imbarazzanti diffusi in chat, registrazioni audio, minacce e ricatti, diffusione di informazioni personali e riservate.
In alcuni casi i cyberbulli fingono di essere qualcun altro per farsi rivelare informazioni molto personali e poi le rendono pubbliche, oppure offendono amici e contatti della vittima.
Da dove nasce il bullismo?
“Attraverso comportamenti aggressivi, gli adolescenti esplorano l’ambiente in cui vivono e ne testano i limiti, i confini e il punto di non ritorno. Internet sembra il luogo perfetto per dare sfogo a questa aggressività. L’anonimato è garantito, perché si possono postare messaggi da profili fake, senza possibilità di essere scoperti. Quindi il senso di responsabilità per le proprie azioni scompare. I ragazzi e le ragazze di oggi non sono più aggressivi dei loro nonni, ma le caratteristiche e le manifestazioni dei loro comportamenti sono cambiate con il passare del tempo e ora si possono manifestare anche nello spazio virtuale”, spiega Adrienne Landry, direttrice dei contenuti della scuola di inglese per bambini Novakid.
Un primo importante consiglio per i genitori, è quello di non postare immagini dei figli sui social. Anche le foto dei bambini da piccoli, magari nudi o video in cui fanno qualcosa di sciocco possono essere motivo di imbarazzo per i ragazzi nel gruppo dei coetanei.
Il bullismo in Italia
Il bullismo è un fenomeno purtroppo abbastanza diffuso in Italia. Secondo i dati Istat su bullismo e cyberbullismo, nel 2023 il 68,5% dei ragazzi tra 11 e 19 anni dichiara di essere rimasto vittima di almeno un comportamento offensivo non rispettoso o violento, online o offline, nei 12 mesi precedenti. Il 21% dichiara di essere rimasto vittima di bullismo, ossia di aver vissuto tali comportamenti in maniera continuativa (più volte al mese), l’8% più volte a settimana. Gli atti di bullismo sono in parte basati sul pregiudizio: le vittime sono prese di mira perché hanno una disabilità, perché omosessuali o per il loro background etnico.
Al di là di queste percentuali, resta il fatto che una parte degli atti di bullismo non emerge e la scuola e i docenti non ne sono consapevoli. Quindi la dimensione del fenomeno potrebbe essere più vasta di quanto rilevano le indagini.
Come capire se un bambino è vittima di bullismo
Il bullismo è diffuso e spesso nascosto, perché le stesse vittime non ne parlano e non sanno come chiedere aiuto. Come capire allora se tuo figlio o tua figlia sono vittime di bullismo? Presta attenzione a cambiamenti improvvisi nel comportamento, che possono essere un campanello di allarme
. Naturalmente tutti i bambini e le bambine possono presentare uno o più di questi comportamenti quando attraversano fasi di crescita o in momenti di difficoltà. Ma di fronte a un cambiamento improvviso vale sempre la pena di approfondire, che si tratti o meno di bullismo.
Comportamenti spia: il ragazzo o la ragazza
- non vuole più andare a scuola o agli allenamenti sportivi, non invita amici a casa, non va alle feste, non esce più con i coetanei
- usa di meno o non usa più il telefono, lo tiene nascosto, si allontana per leggere messaggi o rispondere alle telefonate
- sembra nervoso quando riceve messaggi
- è spesso triste, ha incubi, difficoltà ad addormentarsi
- salta i pasti, non ha fame
- il rendimento scolastico cala
- ha spesso lividi o graffi
- perde libri, vestiti, gioielli
- ha spesso mal di testa o mal di stomaco
Non sono solo le vittime del bullismo a presentare questi comportamenti. Anche chi assiste ad atti di bullismo, senza essere la vittima, può essere traumatizzato. Assistendo alla violenza e alla cattiveria, i bambini possono pensare che si tratti di comportamenti normali e avere paura di poter diventare anche loro vittime. Tutti i bambini e le bambine, quindi, devono imparare come difendersi dai bulli. Anche se non sono direttamente vittime di bullismo.
Come aiutare un bambino vittima di bullismo
Possiamo insegnare a ragazzi e ragazze come difendersi dai bulli? Sì, come genitori possiamo fare molto. Prima di tutto è fondamentale mantenere aperto il dialogo, essere parte della vita, anche virtuale, di bambini e bambine, per capire meglio le situazioni e le persone che hanno intorno. A quali videogiochi giocano? E con chi giocano online? Come vanno i rapporti con i loro amici? Sono felici? Invita a casa amici e amiche dei tuoi figli tutte le volte che puoi, prova a chiacchierare con loro: è un ottimo modo per avere informazioni in più e un altro punto di vista su cosa succede in classe e nel gruppo dei coetanei.
Importante anche insegnare a ragazzi e ragazze l’empatia, la gentilezza, il rispetto per gli altri. Prima di tutto con il tuo esempio ogni giorno. E poi naturalmente è fondamentale spiegare come comportarsi sul web: non diffondere proprie foto o video, non diffondere immagini di altre persone senza il loro consenso.
“L’intelligenza emotiva aiuta non solo a controllare le proprie emozioni, ma anche a influenzare quelle degli altri, compresi gli aggressori, e a influenzare il comportamento”, spiega Anna Gupta, psicologa e responsabile della formazione degli insegnanti di Novakid.
Anche aiutare i bambini a portare avanti hobby e interessi è importante, perché quando i bambini si dedicano a qualcosa che li appassiona e si sentono bravi in qualcosa (che sia uno sport, uno strumento musicale o un corso di inglese) migliora sono più sicuri di sé e meno fragili di fronte al bullismo .
Come combattere il bullismo?
Per contrastare il bullismo è importante non restare in silenzio: sia il bullismo a scuola sia il cyberbullismo possono essere affrontati chiedendo aiuto agli adulti e alle persone di fiducia . Per combattere il bullismo serve l’aiuto del gruppo dei coetanei, perché a volte chi è vittima del bullismo ha paura di reagire. Per questo è importante che ragazzi e ragazze sappiano che se si assiste a episodi di bullismo non si può far finta di niente e che la cosa migliore da fare è rivolgersi agli adulti.
La prevenzione e il contrasto del bullismo non sono argomenti facili. Ma tuo figlio o tua figlia devono sapere che possono parlare con te qualsiasi cosa succeda senza essere giudicati o colpevolizzati, e che tu li aiuterai a risolvere il problema.
Come combattere il bullismo a scuola
- Parla con tuo figlio senza giudicare, per mantenere aperto il dialogo
- Contatta l’insegnante di riferimento o il coordinatore di classe il prima possibile
- Chiedi un incontro con il dirigente scolastico se il comportamento persiste
- Informati sui tuoi diritti: la Legge 71/2017 obbliga le scuole a intervenire e informare le famiglie su come si sta procedendo: il genitore ha diritto di sapere cosa fa la scuola per contrastare il caso di bullismo
- Evita di affrontare direttamente i genitori del bullo: meglio lasciare che se ne occupi la scuola
Come combattere il cyberbullismo
- Non rispondere ai messaggi offensivi: ignorare il bullo gli toglie potere
- Conserva le prove: screenshot di messaggi, post, video con data e ora
- Blocca il profilo del bullo su ogni piattaforma
- Segnala il contenuto alla piattaforma social (Instagram, TikTok, WhatsApp hanno strumenti di segnalazione accessibili)
- Contatta la Polizia Postale se il comportamento costituisce reato (minacce, ricatti, diffusione di materiale privato)
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