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Spiegare la disabilità ai bambini: consigli per genitori

Indice dei contenuti
  1. Come raccontare la disabilità ai bambini
  2. Errori da evitare quando si parla di disabilità con i bambini
  3. Le parole da usare quando si parla di disabilità
  4. Le domande dei bambini sulla disabilità
  5. Storie per spiegare la disabilità ai bambini
  6. Film sulla diversità per bambini

“Perché quella bambina parla in modo strano?”, “Perché Valerio ha una maestra sempre vicino?”“Perché quella signora non si alza mai in piedi?”. Davanti alla domande dei bambini sulle disabilità possiamo trovarci impreparati e non sapere come rispondere. Eppure parlare di disabilità con i bambini è importante per aiutarli a capire gli altri e ad abbracciare la diversità.

Ecco i consigli degli esperti per raccontare la disabilità ai bambini in modo semplice e senza imbarazzi. E alcune storie per spiegare la diversità ai bambini con libri, film e serie tv. 

Come raccontare la disabilità ai bambini

È importante aiutare i bambini fin da piccoli a riconoscere le sensazioni provocate dall’incontro con gli altri. La diversità provoca sempre una reazione: curiosità, simpatia, interesse ma anche incertezza, disagio e timore. Fino ad arrivare al rifiuto. Per questo è importante accettare e rispettare tutte le emozioni dei bambini, e partire da lì per parlare di disabilità. 

Qual è l’età giusta per parlare di disabilità ai bambini? Ce lo spiega Anna Gupta, psicologa e responsabile della formazione degli insegnanti Novakid: 

Non esiste un’età giusta per parlare di disabilità. Di solito, è intorno ai 4 anni che i bambini iniziano a notare le differenze. E l’età tra i 5 e gli 8 anni è un’opportunità per parlare delle differenze e aumentare la consapevolezza di bambini e bambine.” 

In generale, è bene affrontare l’argomento disabilità con bambini e bambine quando sono loro a fare domande, spinti dalla loro giusta curiosità. Naturalmente, parlare di disabilità rientra nel più ampio argomento dell’approccio alla diversità.  L’idea è crescere bambini e bambine con la consapevolezza che siamo tutti diversi: per paese di provenienza, lingua, caratteristiche fisiche, carattere, gusti, e così via. E che  non c’è un modo “giusto” di essere e un modo sbagliato.  

Puoi leggere di più nel nostro articolo sulla socializzazione e la comunicazione interculturale.

Per spiegare la diversità ai bambini, e aiutarli a diventare adulti “con la mente aperta”, anche un corso di inglese per ragazzi  può servire: studiare le lingue avvicina bambini e bambine ad altre culture, altri modi di essere, e li abitua alla diversità. 

Ma come rispondere alle curiosità dei bambini sulla disabilità? 

“I bambini sono curiosi per natura” continua Anna Gupta, “ ed  è probabile che vedendo una persona sulla sedia a rotelle un bambino faccia delle domande. Quando succede, non si deve lasciare la domanda senza risposta. Al contrario, si deve rispondere in modo diretta, semplice e onesto. Senza lasciarsi andare all’emotività e senza entrare troppo nei dettagli”. 

 

La cosa migliore, quindi, è fornire risposte brevi e chiare, che bambini e bambine possano capire e ricordare. Per esempio, se un bambino è incuriosito da una persona sulla sedia a rotelle, possiamo rispondere: “Credo che abbia problemi alle gambe. Non può camminare, e la sedia a rotelle lo aiuta”. Tutto qui. Se non sai come rispondere, perché non conosci la risposta alla domanda, puoi dirlo. E poi cercare le informazioni e dare una risposta in seguito.

Errori da evitare quando si parla di disabilità con i bambini

Vediamo alcuni errori che, senza volerlo, potresti fare quando parli di disabilità ai bambini, alcune parole e frasi sulla disabilità da non dire. 

“Mamma, ma perchè quella signora è strana?” “Ssst, non ti far sentire”. I bambini possono fare domande imbarazzanti, a volte ad alta voce  e questo può far sentire a disagio i genitori. Non cedere alla tentazione di zittire tuo figlio. La cosa migliore da fare è non lasciarsi prendere dall’imbarazzo e rispondere in modo semplice alla sua domanda, per dare il messaggio che le differenze sono normali e se ne può parlare.

“Non guardare, non fissare”. Molti genitori reagiscono così quando i figli sono incuriositi da persone che presentano delle diversità evidenti. Anche questo è un atteggiamento da evitare. Dire di “non guardare” fa pensare al bambino che la disabilità sia qualcosa da nascondere, un argomento tabù. La curiosità del bambino va invece accolta. E dopo si può spiegare che fissare le persone, tutte le persone, può farle sentire a disagio.

“Poverino, è malato/ non può camminare” è un’altra frase sulla disabilità da evitare. Quando parli di disabilità con i bambini non lasciarti andare all’emozione, che può diventare pietismo. Meglio limitarsi a dare spiegazioni semplici, senza giudizio.

Le parole da usare quando si parla di disabilità

Last but not least, la diversità va spiegata ai bambini con le parole giuste. Il tema delle parole da usare quando si parla di diversità è molto ampio, ma ecco alcuni consigli di base da tenere a mente:

  • Termini come “bambino con handicap” o “bambino handicappato” non sono da usare, naturalmente. 
  • Anche dire “bambino disabile” o parlare di “diversamente abili” non è corretto.
  • Ovviamente non userai parole come “zoppo” o “ritardato”
  • Puoi dire “Francesco ha un problema alle gambe/ non vede/ ha l’autismo/ ha la sindrome di……” 

Se dici “Francesco è autistico”, riassumi nell’autismo tutto l’essere di un bambino. Se invece dici “Francesco ha l’autismo” stai solo parlando di una caratteristica di Francesco. Una differenza sottile, ma importante.

Le domande dei bambini sulla disabilità

Vediamo alcune delle domande più comuni che bambini e bambine possono porre sulla disabilità. E come rispondere in modo chiaro e conciso.

“Perché quel bambino non parla?” 

Risposta: “Ha problemi a usare la bocca per parlare. Ma può parlare usando le mani”

Potete cercare insieme esempi della lingua dei segni su youtube e imparare a dire ciao.

“Perché Sofia non vuole i miei abbracci?” 

Di fronte a un compagno di classe che non interagisce molto con gli altri, bambini e bambine possono pensare che sia colpa loro e credere di non piacere al compagno o alla compagna. In questo caso, puoi spiegare che “Tu sei simpatica a Sofia, solo che lei non dimostra la simpatia nello stesso modo. Siamo tutti diversi: a lei non piace essere abbracciata, ma tu le sei simpatica.”

“Perché quel bambino non può salire sui giochi?” 

I bambini disabili non riescono a fare alcune cose, ma riescono a farne delle altre, oppure possono fare le stesse cose, in modo diverso. Quando parli della disabilità con un bambino cerca di evidenziare le cose in comune, invece delle differenze. Per esempio: “Quel bambino non riesce ad arrampicarsi perché ha un problema alle gambe, ma può andare sullo scivolo e anche sull’altalena”. 

“Lorenzo parla in modo strano, è stupido”. In questo caso, anche con i bambini più piccoli,  puoi insegnare a mostrare rispetto e gentilezza, spiegare che le parole possono ferire e che i bambini con abilità diverse non sono “incapaci”, ma fanno le cose in modo diverso o comunicano in modo diverso.

L’ultimo consiglio riguarda le rassicurazioni da dare ai bambini piccoli. I piccoli possono pensare che una disabilità sia contagiosa, e quindi avere comportamenti di rifiuto o evitanti. In questo caso, è importante rassicurare il bambino. 

Storie per spiegare la disabilità ai bambini

Per educare i bambini alla diversità è importante metterli a confronto con persone e ambienti diversi. Viaggiare, imparare altre lingue insegnano che non c’è un unico modo per parlare, abitare, e abituano alla differenza

Libri e film che trattano la diversità possono essere un buon modo per parlare di disabilità con i bambini.Ecco qui tre libri di storie per parlare di disabilità con i bambini. 

  • Vi stupiremo con difetti speciali (di P. Rinaldi, Giunti 2020). le storie di tre bambini “speciali” che sanno fare fronte alle difficoltà. Dall’idea del papà di Alba, bambina con sindrome di Down. Dai 5 anni.
  • Una specie di scintilla (di E. McNicoll, Uovonero 2021). La giovane autrice affronta il tema della disabilità partendo dalla sua esperienza di persona con autismo, per smontare i pregiudizi intorno alla diversità. Dagli 8 anni
  • Il club degli strani (di J. Sierra i Fabra,  Notes 2016). Ugo è balbuziente, Bernardo è dislessico. Il bullo della classe rende a entrambi la vita impossibile, perché pensa siano diversi, strani. I due amici decidono allora di fondare un club, per sentirsi meno soli e più sicuri. Dai 9 anni.

Film sulla diversità per bambini

Anche film e serie aiutano a spiegare la diversità ai bambini. Mandy Topolina, per esempio, è un personaggio di Peppa Pig che usa una sedia a rotelle.  Ecco tre storie sulla diversità per bambini e bambine da guardare insieme.

  • Wonder (2017) La storia di un bambino nato con una deformazione facciale, che per la prima volta a 10 anni comincia a frequentare la scuola. 
  • Nemo. Chi non conosce la storia del pesciolino Nemo, con una pinna più piccola dell’altra? Nemo vive avventure emozionanti insieme alla sua amica Dory, che ha perdite di memoria e comportamenti che i bambini possono notare nei nonni. Uno spunto per parlare di disabilità con i bambini più piccoli.
  • Pablo è un’ interessante serie disponibile su Rai YOYO. Racconta la vita di un bambino con autismo e delle sfide che deve affrontare ogni giorno. Gli animali disegnati da Pablo prendono vita e raccontano le sue paure e la sua forza. Puoi vederla anche in inglese. Guardare serie e film in inglese è un buon modo per rendere l’inglese parte della vita quotidiana di bambini e bambine. 

In questo articolo trovi altri consigli di cartoni animati in inglese da guardare con i bambini.

Quando si parla di disabilità con bambini e bambine, la cosa più importante è mostrare un atteggiamento sereno e positivo nei confronti delle diversità. In questo modo, la tua attitudine positiva si trasmetterà ai piccoli.

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